L'ingresso dell'Ostello prima e dopo la ristrutturazione
La ristrutturazione

Rispettare il passato
per farne dono al futuro

Da casa contadina dimenticata a Ostello: il sogno che ha preso forma tra queste mura

Sembrava di ritrovare un lontano zio di cui avevi sempre sentito parlare ma mai avevi conosciuto e che adesso avevi davanti e a cui potevi finalmente chiedere la sua storia.
Il sogno

La pazzia, perché in fondo di questo si tratta, una straordinaria pazzia, ci è venuta in mente nel 2009, quando abbiamo riscoperto l'antica casa della nonna Maria, che proprio tra queste mura è nata nel 1914 e qui è cresciuta con la sua famiglia: la mamma Marin (Maria) e il papà Nin (Bernardo) e i fratelli: lo zio Mario, lo zio Andrea e lo zio Piero ("Tom il brasilero").

Un'antica casa contadina, nascosta in una corte proprio sotto le mura del "Castellaccio", che ci ha conquistato con la sua modesta austerità, con i suoi tanti angoli misteriosi, con le tante storie che poteva raccontare e con i suoi spazi sorprendenti.

Il rapporto che fin da subito si è creato con questi muri è stato quasi magico. Sembrava di ritrovare un lontano zio di cui avevi sempre sentito parlare ma mai avevi conosciuto e che adesso avevi davanti e a cui potevi finalmente chiedere la sua storia.

Il grande portone del fienile, le strane scale con lo scivolo, la cucinaccia annerita dal tempo e la vicina stalla che ne scaldava gli inverni, le profonde cantine, le piccole camere a volta, l'ampio solaio e quel sentiero che in due passi ti presentava una inaspettata vista su Tirano e, su tutto, il fascino delle imponenti mura vecchie di 500 anni.

È stato un lungo percorso iniziato proprio passando ore tra queste mura dimenticate da oltre 60 anni, a respirare il tempo e immaginare come ridargli vita. Tante ore seduti a fissare sassi e legni, volte e balconi in legno, terreni impervi e secolari muretti a secco. Tante ore a prendere misure e buttare giù idee sulla carta, scarabocchi e poi disegni di un sogno che si formava piano piano. Qui le camere, qui si mangia, qui si prende il sole, qui i bambini potranno giocare tranquilli, qui si potranno lasciare le bici o le moto, qui un divano, qui una credenza, qui i letti, qui il banco della reception.

Tante idee, tante emozioni, tanta energia prima ancora di un progetto vero, nel 2010 e poi, con la pazienza dei forti, risolta la burocrazia, il via dei lavori nella primavera del 2012. Oltre due anni di cantiere, con non pochi intoppi nel mentre, ma soprattutto la grande paura di non farcela, ma alla fine grazie anche all'aiuto e la fiducia di chi ci era ed è vicino, la famiglia, ce l'abbiamo fatta ed oggi eccoci qua… dall'estate del 2015 pronti ad accogliere sempre nuovi amici con un sorriso e tanto cuore.

Prima e dopo

Nella gallery qui sotto trovate le foto del confronto tra com'era la casa e com'è diventata. Ogni spazio racconta una trasformazione rispettosa: i materiali originali, le volte, le pietre, i legni — tutto conservato e valorizzato.

Venite a toccare con mano

Ogni pietra, ogni trave, ogni volta racconta ancora la storia di questa casa. Venite a scoprirla dal vivo.

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